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Pubblico Bene è un progetto sperimentale di giornalismo d'inchiesta finanziato dai lettori. Pubblico Bene vuole promuovere un'informazione indipendente che si basa sulla partecipazione dei lettori e dei giornalisti, il progetto è in fase di lancio e si perfezionerà anche grazie ai vostri suggerimenti: per rimanere aggiornati sulle prossime inchieste, fare proposte e contribuire al progetto vi invitiamo a registrarvi al sito.

Benvenuti su pubblicobene.it, un progetto sperimentale di giornalismo d’inchiesta per un’informazione indipendente e libera che si basa sulla partecipazione dei lettori e dei giornalisti.

Pubblicobene.it è ora in fase di lancio e si perfezionerà anche grazie ai vostri suggerimenti. Per rimanere aggiornati sulle prossime inchieste, fare proposte e contribuire al progetto vi invitiamo a registrarvi al sito, oppure a scrivere a redazione@pubblicobene.it.

Sul sito trovate già alcune video-inchieste inedite prodotte da Pubblico Bene.

Il sito è realizzato grazie al contributo del progetto GECO, finanziato dalla Regione Emilia Romagna.

Pubblico Bene, un diverso modello di giornalismo

Pubblico Bene è un progetto collettivo nato dall’iniziativa di un gruppo di persone attive da anni nell’ambito della comunicazione, del giornalismo, della cultura e dell’università. Insieme abbiamo deciso di costruire, a partire dall’Emilia Romagna, un nuovo modo di fare informazione e promuovere il giornalismo d’inchiesta, che si ispira alle esperienze del cosiddetto community funded reporting, il giornalismo d'inchiesta finanziato dai lettori e dagli utenti. Fonte primaria di ispirazione è stata l’esperienza pionieristica di Spot.Us, sito web californiano che applica il crowdfunding al giornalismo

A differenza delle testate giornalistiche tradizionali, che privilegiano news e ultim’ora, noi proponiamo un modello di slow journalism libero dall’urgenza della cronaca e dalla logica dello scoop. Attraverso il sito saranno i lettori, i singoli e le organizzazioni a indicare i temi da sviluppare ai professionisti e free lance chiamati a realizzare i reportage. In questo modo intendiamo promuovere uno spazio pubblico in cui approfondire questioni di interesse generale al di fuori delle dinamiche dei grandi gruppi editoriali e dell’informazione usa e getta.

Pubblico Bene è un progetto che ha una vocazione generale, ma parte su base regionale rivolgendosi all’Emilia Romagna: non solo perché i suoi fondatori vivono o hanno vissuto in questa regione, ma soprattutto perché partendo da un territorio circoscritto di cui si ha una profonda conoscenza si possono svelare dinamiche più ampie che riguardano le questioni trattate. L’attenzione sulla dimensione locale, insomma, non vuol dire localismo.

Vogliamo riscoprire un giornalismo che non si ferma alle apparenze, verifica le fonti e “consuma la suola delle scarpe” pur di arrivare al cuore della notizia. Uscendo dalla logica quantitativa che fornisce informazioni in sequenza da consumare velocemente, Pubblico Bene intende proporre dei punti di vista.

Il formato prediletto è il video, ma saranno valutate proposte quali inchieste scritte, reportage radiofonici, fotografici o in altri formati creativi che rispondano ai criteri di interesse, qualità, novità e indipendenza che caratterizzano Pubblico Bene.

Un modo diverso di fare inchiesta

Nella filosofia di Pubblico Bene i lettori/utenti non svolgono un ruolo passivo rispetto al flusso di informazioni, ma sono parte attiva nel determinare sia gli oggetti di indagine che la fattibilità delle inchieste. Questo si traduce in un coinvolgimento a priori, mediante la promozione di un dibattito sui temi da trattare, nella scelta di quale proposta di inchiesta dovrà essere finanziata attraverso contributi diretti dei lettori/utenti, e a posteriori, attraverso la discussione dei risultati delle inchieste. Si tratta di un processo volto non a fornire contenuti da consumare, ma argomenti da utilizzare per successivi approfondimenti, discussioni, campagne di sensibilizzazione.

Vogliamo che i giornalisti o i nuovi reporter che si avvicinano a Pubblico Bene diventino parte del progetto e interagiscano con esso, trovando uno strumento per esprimersi che veda riconosciuto il loro lavoro. Un nuovo modello produttivo che introduce elementi di novità nelle relazioni tra lettori e autori, e nel rapporto tra giornalisti e redazione.

I rapporti di lavoro dei giornalisti tradizionali, infatti, si collocano in un quadro generale che si ripercuote inevitabilmente sulla qualità dell’informazione e, più concretamente nella difficoltà di produrre contenuti indipendenti e approfonditi. Su Pubblico Bene non troverà spazio un'informazione all inclusive o preconfezionata, ma un’informazione frutto del rapporto stretto tra fruitori e produttori di inchieste. Ciò sarà possibile grazie a un modello che si ispira al crowdfunding come metodo di finanziamento, che garantisce trasparenza e correttezza verso chi fa il lavoro di giornalista o chi, grazie a Pubblico Bene, inizierà a farlo. Nel panorama attuale dominato dalla precarietà e da troppi lavori non retribuiti, chi produrrà inchieste per Pubblico Bene sarà pagato in modo adeguato e tempestivo. Le inchieste verranno infatti avviate dopo che la cifra ritenuta congrua dal reporter e dalla redazione sarà stata raccolta mediante i diversi strumenti di finanziamento che intendiamo proporre. Questo assicurerà la copertura finanziaria, e permetterà di evitare lunghi periodi di attesa tra la consegna del lavoro e il suo pagamento.

Strumenti di finanziamento: indipendenza, crowdfunding e sponsor

L'attuale comparto editoriale fatica sempre più a produrre un'offerta di informazione di qualità: retribuire un reporter per realizzare un’inchiesta sul territorio costituisce un investimento che l’attuale industria dell’informazione semplicemente non comprende più nel proprio bilancio.

Pubblico Bene vuole produrre rapporti trasparenti rispetto alle linee di finanziamento e ai compensi. Per i giornalisti Pubblico Bene dovrà essere uno spazio di proposta e promozione di temi sui quali si voglia produrre inchiesta, un luogo di scambio che permetta alle agenzie di informazione, ai giornalisti indipendenti e a tutti i lettori/utenti di unirsi e cooperare per creare giornalismo utile e di qualità.

I giornalisti indipendenti formuleranno proposte di inchiesta e il costo necessario alla sua realizzazione. Successivamente, il meccanismo di finanziamento del crowdfunding dovrà permettere di raccogliere il denaro per coprire il costo dell’inchiesta. Gli utenti/lettori finanzieranno direttamente l’inchiesta di loro interesse, mentre altri soggetti, quali sponsor privati o istituzioni, potranno unicamente finanziare l’intero progetto Pubblico Bene versando il loro contributo all’associazione: la redazione ripartirà il finanziamento degli sponsor tra le inchieste selezionate dai lettori, garantendo così l’autonomia e l’indipendenza di ogni finanziamento. Si tratta di un meccanismo sperimentale che proporremo a diversi soggetti pubblici e privati, invitandoli a sostenere un’associazione no-profit: si potrà cioè essere sponsor di Pubblico Bene, ma non promuovere un’inchiesta in base ai propri interessi particolari. Nessun gruppo o istituzione dovrà infatti influenzare l’autonomia e l’indipendenza di chi realizzerà le inchieste per Pubblico Bene. I finanziamenti raccolti andranno per la maggior parte, almeno il 60%, per la realizzazione delle inchieste, mentre una parte non superiore al 40% sarà utilizzata per le attività di mantenimento del sito, redazionali e di promozione.

Come funziona Pubblico Bene? Una sperimentazione in tre fasi

Pubblico Bene entra in funzione seguendo tre diverse fasi, alle quali corrispondono tre diverse modalità di interazione tra i lettori, i giornalisti, la redazione e i finanziatori.

La prima fase: il nostro biglietto da visita

La prima fase è quella cui state assistendo: su Pubblico Bene trovate infatti due inchieste già realizzate, e dunque già totalmente finanziate, frutto della scelta della redazione sulla base della discussione di diverse proposte da parte di giornalisti in contatto con il progetto Pubblico Bene. Il finanziamento della Regione Emilia Romagna ci ha permesso di disporre di una quota di denaro da utilizzare per produrre le prime inchieste che abbiamo affidato a giornalisti e videomaker locali.

I video che trovate sul sito, le musiche e le animazioni originali prodotte appositamente per il progetto, rappresentano un possibile modello per il tipo di inchieste che Pubblico Bene vuole promuovere. In questa fase, vi invitiamo a prendere visione delle inchieste, a visitare il sito per vedere come funziona e a iscrivervi aprendo un vostro account. Questo sarà necessario per partecipare alle fasi successive del progetto.

La seconda fase: inizia l’interazione, si fanno proposte, si scelgono le inchieste da produrre

Nella seconda fase che partirà da gennaio 2012, i lettori/utenti inizieranno a svolgere un ruolo fondamentale: potrete scegliere o sottoporre nuove inchieste. La redazione, infatti, proporrà alcuni temi che rimarranno aperti per 30 giorni: le prime 300 persone che si iscriveranno al sito pubblicobene.it in questo periodo avranno a disposizione gratuitamente 10 “crediti” che potranno attribuire all’inchiesta che vogliono sia realizzata. Le inchieste che raggiungeranno 1000 crediti saranno realizzate. Se nessuna inchiesta raggiungerà tale somma, la redazione interverrà chiedendo a chi ha finanziato le inchieste con meno preferenze di spostare il proprio credito su una delle altre, fino al raggiungimento della quota necessaria.

In questa fase di test non sarà richiesto il finanziamento reale da parte dei lettori/utenti, perché abbiamo scelto di utilizzare gran parte del finanziamento ottenuto dalla Regione Emilia Romagna per la produzione del maggior numero possibile di inchieste. Ma non finisce qui: i reporter e i lettori del sito potranno proporre altri temi di inchiesta e candidarsi alla loro realizzazione. Le candidature che saranno giudicate valide dalla redazione parteciperanno poi, al pari delle altre, alla gara per il finanziamento.

La terza fase: Pubblico Bene è ora uno strumento per il crowdfunding

In questa fase pubblicobene.it inizierà a funzionare a pieno regime. Una volta esauriti i crediti messi a disposizione dalla redazione, inizieranno il crowdfunding e la ricerca di sponsor. Da questo momento in avanti le inchieste proposte dalla redazione e le candidature da parte di reporter che saranno selezionate, dovranno essere finanziate mediante il contributo economico dei lettori/utenti, e potranno essere avviate solo dopo il raggiungimento della cifra stabilita di comune accordo tra la redazione e i reporter. Le proposte di inchiesta e le inchieste realizzate saranno oggetto di discussione nei social network in cui Pubblico Bene sarà presente e in appositi forum sul sito. Al tempo stesso inizierà la ricerca di sponsor, pubblici o privati, che permettano a Pubblico Bene di funzionare mediante donazioni o altre forme di partnership. In questa fase la redazione di pubblicobene.it svolgerà un ruolo di coordinamento, garanzia, selezione e promozione delle inchieste, al fine di mantenere il sito attivo e la community informata e coinvolta.

Come si rapporta Pubblico Bene con i media esistenti?

Pubblicobene.it non si pone in competizione con le attuali testate giornalistiche, poiché promuove un diverso tipo di fare giornalismo, si propone anzi di sviluppare forme di collaborazione con quelle che si dimostreranno più attente ai caratteri di innovazione e rilevanza del progetto per la diffusione di informazione di qualità. A tal fine, saranno stipulati accordi di collaborazione con diversi media, qualora essi garantiscano l’indipendenza e l’autonomia di Pubblico Bene, con preferenza per quelli on-line. Le testate giornalistiche, le radio e gli altri media interessati possono contattarci all’indirizzo redazione@pubblicobene.it.

Un piccolo questionario per conoscere i nostri lettori

Quando inizierà la distribuzione dei crediti per finanziare le inchieste, vi chiederemo di compilare un breve questionario per aiutarci a sviluppare il progetto nel modo migliore. Vi garantiamo che nessuna delle informazioni che ci darete sarà utilizzata per altri scopi che non siano il miglioramento e la diffusione di Pubblico Bene per favorirne il funzionamento. Vi ricordiamo inoltre che potete contattarci, inviarci consigli o domande all’indirizzo redazione@pubblicobene.it.


Proposte in corso

Il sito di Pubblico Bene è realizzato grazie al sostegno del bando della Regione Emilia Romagna (approvato con DGR n. 347/2010), nell’ambito dell’Accordo di Programma Quadro Giovani Evoluti e Consapevoli. La Regione Emilia Romagna si eleva dalla responsabilità del contenuto dei progetti e del loro utilizzo e rimette ad autori e produttori il rispetto della normativa vigente in tema di diffusione e proiezione di prodotti audiovideo e multimediali.