Pubblico Bene è un progetto sperimentale di giornalismo d'inchiesta finanziato dai lettori. Pubblico Bene vuole promuovere un'informazione indipendente che si basa sulla partecipazione dei lettori e dei giornalisti, il progetto è in fase di lancio e si perfezionerà anche grazie ai vostri suggerimenti: per rimanere aggiornati sulle prossime inchieste, fare proposte e contribuire al progetto vi invitiamo a registrarvi al sito.
Pubblico Bene si rivolge in prima istanza ai giornalisti. Non solo a quelli iscritti all'ordine che possiedono il cosiddetto tesserino ma più in generale a chi vuole praticare questa professione nella presente era della comunicazione. I giovani giornalisti vivono infatti condizioni di sfruttamento e precarietà che rispecchiano la condizione generale del lavoro, ma derivano nello specifico dall’atteggiamento di molti editori e dai privilegi che ancora separano vecchi e nuovi giornalisti. Per questo presenteremo una guida ai pagamenti per i giornalisti che include anche un accordo in cui è spiegata la relazione di lavoro che si viene a creare con PB. Fissati alcuni principi, è importante però sottolineare che siamo flessibili: se l'autore/ giornalista ha particolari esigenze le può esporre. È importante specificare, inoltre, che il giornalista sarà sempre avvisato riguardo potenziali finanziatori istituzionali e sarà sua decisione se procedere o meno con questi. Se il progetto d’inchiesta di un giornalista è stato rifiutato da un editore per ragioni economiche, il giornalista può suggerire di far coprire la metà del suo compenso tramite PB, stabilendo così una partnership tra il suo editore e PB.
Prima di presentare una proposta di inchiesta o una candidatura per la sua realizzazione, vi consigliamo di mettervi in contatto con la redazione di PB. In ogni caso, questi sono alcuni suggerimenti su cosa potete fare: scrivere una presentazione in modo tale che chiunque la legga sia invogliato a vederla realizzata; promuovere l'idea e le conoscenze sull’argomento, anche valorizzando esperienze personali; mettere su YouTube o Vimeo un video che spieghi il progetto d'inchiesta.
Ogni inchiesta sarà supervisionata da un revisore. Il revisore sarà un redattore di PB, oppure un giornalista che decide di collaborare con PB, infatti ogni giornalista si può candidare per questo ruolo in accordo con la redazione. Il revisore potrà percepire un compenso, in accordo con la redazione, comunque non superiore al 10% del costo dell’inchiesta.
Ha tre responsabilità principali:
Assicurare la correttezza e accuratezza delle informazioni raccolte;
Fare un controllo della qualità complessiva prima che la storia sia pubblicata;
Accompagnare il report nella produzione, diffusione e pubblicizzazione dell’inchiesta.
Per svolgere quest’ultimo compito il revisore deve mantenersi in costante contatto col giornalista e può, in ogni momento, segnalare
alla redazione comportamenti che non rispettino i principi di PB.
Se PB sta collaborando con altri media, questi potranno fornire la supervisione editoriale in accordo la redazione. Altrimenti, i
revisori saranno nominati da PB in accordo con il giornalista. Considerato il ruolo di garanzia rispetto all’insieme del progetto,
l’inchiesta non sarà pubblicata senza l’approvazione del revisore. Il giornalista figura comunque sempre come autore del proprio lavoro.
Non riteniamo giusta e quindi possibile l’alterazione dei contenuti di un’inchiesta completata senza un espresso consenso dell’autore.
Sarà pubblicata direttamente sul sito pubblicobene.it; nel caso di collaborazione con un media partner ci può essere una contemporanea pubblicazione sulla loro pagina web. Qualora non ci sia un finanziatore istituzionale il contenuto è liberamente ripubblicabile attraverso una licenza Creative Commons.
Puoi accettare di realizzare la tua proposta a prescindere dal raggiungimento dell’obiettivo iniziale. per esempio, se raggiungi l’80% di quanto prestabilito puoi comunque accettare i soldi e utilizzarli per produrre l’inchiesta che inizialmente avevi proposto. Puoi anche scegliere in ogni momento di sospendere la raccolta fondi; in quel caso automaticamente i contributi raccolti diventerebbero crediti da redistribuire per il finanziamento di altre inchieste. In futuro ci doteremo di un sistema più dinamico che addebiterà il contributo solo nel momento in cui verrà raggiunta la somma fissata per avviare l’inchiesta o nel momento in cui il reporter decida che la somma raggiunta è comunque sufficiente.
Il contenuto finito prodotto da Pubblico Bene sarà concesso liberamente, a meno che non sussistano accordi particolari con media partner o reporter. In tale caso sarà garantito un copyright temporaneo. Il nostro obiettivo è comunque di far pubblicare il contenuto sul maggior numero di siti possibili. Per far questo usiamo una licenza Creative Commons (attribution, no derivs)