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In tempi di precariato nella scuola, per alcuni enti ed università il vero business è diventata la formazione post laurea.

Sono oltre 200 mila i docenti inclusi nelle graduatorie ad esaurimento, che hanno frequentato un master o un corso di perfezionamento, nella speranza di riuscire, un giorno, a fare dell’insegnamento la loro professione. 

I corsi, perlopiù online, offrono punti per avanzare nelle graduatorie. Tra i più gettonati vi sono quelli del consorzio interuniversitario “For.Com.”. Farli significa anche non venire scavalcati dai colleghi che scelgono tale scorciatoia, per scalare posizioni preziose verso il miraggio dell’incarico di ruolo. I professori li hanno già ribattezzati “trepuntifici”.

Si possono spendere da 400 a 1500 euro a corso. È possibile accumulare fino a un massimo di 10 punti, pari a tre corsi da 3 e uno da 1 punto. È questo il grande affare di tanti enti di formazione, che per mettere in piedi i loro corsi devono stringere un accordo con qualche università statale o legalmente riconosciuta, quale atto indispensabile per il rilascio finale degli attestati.

Per entrare nel business dei corsi, ognuno dei quali è regolamentato dal singolo ateneo che lo propone, bisogna rispettare alcuni requisiti elencati nella direttiva 90/2003 del Ministero dell’istruzione, emanata quando ministro era Letizia Moratti. 

Pagando, anno dopo anno, molti docenti che si iscrivono ai corsi raggiungono una posizione in graduatoria tale da sopravanzare i colleghi, che hanno maturato il punteggio sulla sola base del servizio prestato a scuola. 

Nonostante le tante iscrizioni ai corsi di perfezionamento, molti insegnanti, nei forum in rete, ne denunciano la scarsa validità sul piano formativo. I corsi –sostengono- sono basati su dispense “mediocri” e “nozionistiche”: una ripetizione scadente di ciò che un laureato avrebbe già dovuto apprendere nel suo percorso di studi universitario. 

PROFILO DELL'AUTORE

Enrico Bandini è giornalista professionista e docente di materie umanistiche nelle scuole secondarie di secondo grado. Come giornalista ha lavorato nella redazione riminese del Corriere di Romagna e all’agenzia stampa Dire. Ora collabora alla versione online de Il Fatto Quotidiano.

Riprese e montaggio di Giulia Zaccariello. Giulia è giornalista professionista e videomaker. Ha ricevuto la menzione speciale al concorso "Una storia ancora da raccontare: Maria Grazia Cutuli" ed è stata finalista al Premio Ilaria Alpi 2011 con un videoreportage girato all'interno del carcere di Bologna. Da quasi un anno collabora con IlFattoquotidiano.it. 
 

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  • Sintetizzare in soli 14 minuti il fenomeno puntificio spenna precari è segno della vostra buona professionalità. La seconda puntata potrebbe interessare anche quella fascia di contribuenti italiani che al momento vedrebbero un caso limitato che coinvolge un pugno di precari sfigati. Mi riferisco al fatto che la partecipazione a questi corsi da diritto a 150 ore di permessi per il diritto allo studio con il conseguente danno economico per la sostituzione dei docenti. Saluti.

 
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