
Il recente terremoto che ha colpito l’Emilia-Romagna ha riportato tristemente alla ribalta il problema della casa e di una sistemazione dignitosa per gli sfollati. Proprio su questo argomento il governatore della regione Vasco Errani ha dichiarato: “ora stiamo facendo la valutazione dei danni e quindi dobbiamo capire bene quante sono le abitazioni inagibili e ci vorrà un po' di tempo. Dopo di che attiveremo la cosiddetta fase due per una sistemazione degna e di qualità per la popolazione: la priorità è usare il patrimonio immobiliare sfitto. Sulla base della verifica delle abitazioni non agibili vedremo i numeri e se ci sono le condizioni ma la priorità è questa: stiamo già facendo un censimento sul patrimonio immobiliare sfitto che è ampio; sistemeremo gli appartamenti con le attrezzature necessarie".

In seguito a questa dichiarazione diventa inevitabile per questa inchiesta approfondire la questione dell’utilizzo del patrimonio sfitto, quali fondi verranno usati per riqualificare gli immobili e quali saranno le aree interessate (con un’attenzione particolare al Comune di Bologna). Cercando di rispondere anche alla domanda “perchè gli immobili sfitti ritornano di pubblica utilità solamente di fronte ad un’emergenza come il terremoto?”
