Questa inchiesta prende in esame due città. Bologna e Londra, confrontandole nel loro sforzo di stabilire la bicicletta come una forma di trasporto pratica e accettata. Sulla base di una serie di criteri, come la cultura ciclistica, le infrastrutture, il servizio di biciclette pubbliche, la sicurezza sulle strade, e attraverso varie interviste a persone di riferimento di ogni categoria esaminata, vedremo in che modo una città possa essere per un ciclista spazio di placida distensione o terreno minato di ostacoli e pericoli.
Valorizzare la mobilità su due ruote tramite progetti come il servizio di biciclette pubbliche e la bici elettrica non solo è fondamentale per rendere una città pratica ed ecologica dal punto di vista dei trasporti, ma comporta anche diversi benefici sociali ed economici come il miglioramento della salute pubblica e individuale, la riduzione degli ingorghi stradali e dell'inquinamento dell'aria, il miglioramento della sicurezza stradale, della qualità della vita e della mobilità.
Quali sono i requisiti imprescindibili che rendono una città bici-friendly?
Questi fattori sono diversi e comprendono la pianificazione urbanistica (in particolare la presenza di infrastrutture a misura di bicicletta), la presenza di parcheggi per biciclette e dotazioni come armadietti di sicurezza, spogliatoi e docce, la programmazione commerciale, il marketing dell'immagine pubblica del ciclismo urbano, le possibilità di integrazione con altre modalità di trasporto, l'allenamento fisico, l'entità dei dislivelli del terreno e il clima, ecc… I requisiti più importanti sono due: da un lato la percezione che i cittadini hanno della maggiore sicurezza del trasporto su due ruote; dall’altro l’accettazione sociale del trasporto su bici, ossia il numero di persone che utilizzano attivamente questo mezzo e ne riconoscono i vantaggi rispetto al totale della popolazione.
Caterina Monzani, dopo una laurea in cinema al Dams di Bologna, si trasferisce a Londra dove viene accettata alla Scuola Nazionale di Cinema e si specializza nel documentario. Il suo documentario The Love Bureau vince un premio della BBC per sviluppare un altro progetto. Lavora come regista e camera operatrice per documentari.
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