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Le tubature degli acquedotti italiani contengono amianto. La notizia può destare scalpore, eppure è nota a tutti gli operatori del settore. Lo è meno per i cittadini che ogni giorno usano l’acqua per bere, cucinare, lavare e lavarsi.

A seguito della proiezione del documentario “Anno 2018: verrà lamorte, l’amianto in corpo”, realizzato da Giuliano Bugani e Salvo Lucchese, la presenza di amianto nelle tubature degli acquedotti italiani ha tuttavia spinto un gruppo di bolognesi, città anche questa con amianto nelle tubature, ad attivarsi per saperne di più.

Dalla discussione seguita alla diffusione del documentario, nasce l’idea di realizzare un’inchiesta sulla presenza di amianto nelle tubature della città di Bologna.

I danni derivanti dall’inalazione di amianto sono ormai universalmente riconosciuti, anche se questo riconoscimento è avvenuto con grande ritardo rispetto all’esposizione che migliaia di cittadini e lavoratori hanno subito. Diversa è la situazione per quanto riguarda l’amianto ingerito perché contenuto negli alimenti, e su questo la comunità scientifica è ancora divisa. Intanto, poco si sa e poco se ne parla.

Scopo dell’inchiesta è portare alla luce e sottoporre al dibattito pubblico le diverse sfaccettature, posizioni e conoscenze che riguardano la presenza di amianto nelle tubature dell'acqua: il suo eventuale passaggio nell’acqua di uso quotidiano, le conseguenze sulla salute di chi lo ingerisce e di chi lavora a contatto con questi tubi, il problema dello smaltimento delle condotte una volta che interventi di manutenzione decidano la loro sostituzione.

Che cosa sanno, e cosa pensano, i cittadini e gli amministratori di Bologna di tutto questo?

Quali alternative sono immaginabili alle vecchie tubature in amianto?

Profilo dell'autore

Giuliano Bugani, Salvo Lucchese e Daniele Marzeddu (registrazione e
montaggio)

Nunzia Vannuccini (post produzione)

Materiali realizzati

Inchiesta video della durata approssimativa di 30 minuti

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